TripAdvisor: imprenditore perché sei così ostile con il gufetto

Ci sono due tipi di ristoratori quelli che vogliono sfruttare al massimo tutte le leve del marketing mix e quelli che sono restii e fanno rimanere nell’ombra il loro personal branding e quello del loro locale.

Alla base di entrambi cosa c’è? Sicuramente le proprie convinzioni che da un lato portano frutti sperati e dall’altra un ritardo nell’attuazione della strategia di promozione aziendale.

Le star delle cucine e la loro passione

Mi è capitato in occasione dell’ultimo WebUpDate di Napoli di mangiare in un Ristorante giapponese sul lungomare; ok oggi il sushi va alla grande, ok la posizione era ottima per scorgere il Castel dell’Ovo, ok lo Staff era veramente bello per fisicità, professionalità e cordialità. La pelle ambrata di tutti… Oooops, ma non era un Ristorante giapponese? Si ma lo staff, compreso il titolare avevano tutti la pelle ambrata del Portogallo.

Si hai capito bene!

Il valore aggiunto di questo posto magnifico in cui si mangia dell’ottimo sushi era la passione

In questo caso le tecniche di Marketing ci vengono in aiuto per capire cosa abbia funzionato; per comprenderlo fino in fondo analizziamo una per una le leve attivate in questo ristorante che sono:

  • Price, in gergo tecnico prezzo: si lavora con menù All You Can Eat ma solo su prenotazione altrimenti se vuoi mangiare lì hai il ricco Menù alla Carta. Carta illustrata con accento lontano anni luce dal napoletano ma in pieno ritmo della saudade che ti faceva venir voglia di mangiare pure i tovaglioli di cotone, anch’essi ambrati;
  • Product, esattamente il prodotto: in questo caso appunto un sushi stellato, di un buono, fresco e creativo come solo in pochi altri Ristoranti ho mangiato. Difficile fallire con un prodotto del genere; ma senza le altre leve il prodotto sarebbe stato nullo.
  • Place, il punto vendita: cucina a vista, mare a vista, staff a vista, chef a vista; non c’era modo di sfuggire in un angoletto e non essere fieri di essere seduti in un posto del genere. Via noiosi, via timidi, qui per poco non si balla la lambada!

marketing mix

  • Promotion, la promozione è l’anima del commercio: qui viene il bello! Il titolare non so quante volte è venuto al nostro tavolo, con il suo accento portoghese, a dirci di scrivere una recensione TripAdvisor in contemporanea al roll con il salmone “No spè ora mangio“, “Mannò fai rescensssione per me e per mi local, buena mi racomando“.
  • People, le persone: i vostri clienti fanno parte della vostra azienda che possa essere per lo spazio di una cena o per sempre, ma vanno ringraziati, sostenuti e incitati a lavorare bene.
  • Process, in gergo i Processi: vanno resi trasparenti per far capire come lavorate dall’interno non solo a cena servita.
  • Physical Evidence, le evidenze, le prove; il Cliente oggi, come ho avuto modo già di ribadire altrove, è un consumatore attento e con la voglia di conoscere ciò che va ad acquistare; non è più il consumatore anni ’80 che mangia tutto ciò che gli date in pasto.

I topolini che sfuggono al gufetto

Oltre le Star dei propri settori, quelli che hanno capito l’importanza del marketing e lo sfruttano a loro vantaggio ci sono, quelli che io chiamo “i topolini”. I topolini sono i timorosi, quelli che non accettano il rischio d’impresa, quelli che non migliorano e che non studiano il modo strategicamente più adatto al loro business, quelli che chiedono aiuto a professionisti del settore ma che poi in fin fine fanno come vogliono loro

TripAdvisor

Questi tipi di imprenditori purtroppo nuociono al sistema per due ragioni diverse:

  • Bloccano la crescita del settore per paura
  • Bloccano la crescita della loro azienda per mancate conoscenze

La paura del cambiamento è insita in ognuno di noi è inutile prendersi in giro, ma ciò che accade nella mente di alcuni imprenditori è davvero inspiegabile.

Cosa fa pensare che reiterando gli stessi errori o gli stessi comportamenti possa portare al successo?

Molti imprenditori credono fermamente che una corretta strategia marketing possa aiutarli, in molti credono questa possa avere la chiave di volta ma non è così, il vero valore aggiunto, unito a delle leve marketing corrette, è proprio l’amore per il proprio lavoro, che in fondo penso non sia altro che l’amore verso se stessi.

Provate ad amarvi di più e l’azienda che gestite prenderà altre strade, sicuramente non comode, sicuramente non in discesa, ma almeno avrete fatto in modo di regalare una speranza a voi e ad essa.

Cosa può fare TripAdvisor?

TripAdvisor è una piattaforma che si occupa di viaggi e riporta le recensioni degli utenti su Hotel, Ristoranti e Attrazioni Turistiche, detto questo, TripAdvisor conta:

  • 280 milioni di visitatori ogni mese
  • 140 milioni di visitatori ogni mese da mobile
  • 14 milioni di foto dei visitatori
  • 100 recensioni ogni minuto
  • 2,7 milioni di attività

Dalla ricerca si conferma come il 75% dei visitatori si basa sulle recensioni TripAdvisor prima di prenotare un Ristorante e vuoi non crederci?

TripAdvisor i'm a winner

L’utente recensisce il tuo locale e assegna un punteggio che va da 1 a 5, più alto sarà il punteggio delle tue recensioni, più alta sarà la tua posizione in classifica TripAdvisor e tutto ciò si traduce in:

  • Più visitatori sulla tua pagina TripAdvisor;
  • Più visitatori sul tuo sito web;
  • Più visitatori sulla tua pagina Facebook;
  • Più Prenotazioni;
  • Più Fatturato

L’importanza di questo strumento è essenziale per la buona riuscita della tua strategia marketing, in più il Gufetto ti permetterà di rispondere in maniera corretta e argomentata agli utenti che scriveranno, possibilmente recensioni non positive, avrai modo e voce quindi per difenderti da malintenzionati che vogliono ledere la tua professionalità.

Come rispondere? Ovvio che non potrai farlo tu da solo ma ti occorrerà un esperto in comunicazione che lo faccia in modo appropriato. Non fare da te, potresti far peggio di quanto pensi.

Il Gufetto è tuo amico, non girarti dall’altra parte a mani basse quando lo vedi 🙂

Conclusione

Scrivimi nei commenti ciò che pensi di questo articolo oppure se ti va sulla Pagina Facebook del Blog 😉 Da pochissimo ho anche creato una board su Pinterest, non possiamo perderci di vista ora che siamo amici 😉

Ti ricordo che puoi acquistare Facebook Marketing Pro, il libro edito da Hoepli che ho scritto insieme a Cristiano Carriero, sul sito Hoepli, su Amazon o nella libreria della tua città. Ti invito anche ad iscriverti al mio canale Telegram, cliccando sul banner, perché ogni giorno troverai contenuti originali e dedicati a Facebook, WhatsApp for Business, Instagram e tutta la famiglia degli strumenti Facebook Inc.

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Monia Taglienti

Monia Taglienti

Nasco con le parole nella testa e continuo con le parole tra le mani. La Laurea in Comunicazione è stata solo il punto di avvio di un amore destinato a non finire mai. Social Media Manager, Web Content Writer, Social Media Strategist e Social Media FoodMarketer.
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Post by Monia Taglienti

Nasco con le parole nella testa e continuo con le parole tra le mani. La Laurea in Comunicazione è stata solo il punto di avvio di un amore destinato a non finire mai. Social Media Manager, Web Content Writer, Social Media Strategist e Social Media Food Marketer.

44 Responses to TripAdvisor: imprenditore perché sei così ostile con il gufetto

  1. Roberto Peschiera

    Ma davvero è convinta di quello che scrive? Ma davvero crede che chi legge sia talmente stupido da non farsi qualche domanda? Le aberrazioni di TripAdvisor sfuggono solo a chi non le vuole vedere. La invito a documentarsi meglio e se le servono delucidazioni non esiti a contattarmi (3403016768). Anche la pagina fb “Gufo? No, grazie!” le potrà fornire materiale utile.

    • Buongiorno prima di tutto Roberto,

      mi spiace possa aver usato termini del genere sul mio Blog; credo davvero che nessuno sia sciocco qui, né io, né chi mi legge, né lei. Mi spiace anche per i toni top-down che sta utilizzando.

      Credo fermamente in ciò che scrivo, altrimenti non lo farei. Per quanto riguarda TripAdvisor non so cosa possa averle fatto di così tanto grave, ma forse non l’ha utilizzato nella maniera corretta. Se vuole può spiegarmi, cosa succede. Altrimenti penso sia davvero inutile venire a fare pubblicità ad un Gruppo Facebook qui. Se ha bisogno di delucidazioni lei in materia può contattarmi via email, sarò lieta di fornirle materiale utile e dati oggettivi in contrasto con la sua tesi.

      Cari saluti

  2. Roberto Peschiera

    Buongiorno Monia.
    La ringrazio per la pronta risposta ma prima di dolersi dei miei toni forse sarebbe utile che si dolesse delle vessazioni che TripAdvisor commette nei confronti delle centinaia di strutture che, pur non avendo mai aderito alle sue logiche, ci si vedono tenute prigioniere senza vie d’uscita. Tanto per sua info, TripAdvisor ha generato recensioni a mio nome su locali non sono mai stato e delle quali non mi ha mai dato giustificazione. Quanto ad essere arrabbiati credo basti e avanzi. Non intendo fare pubblicità al gruppo, semmai consentirle, sempre che le interessi, documentarsi rilevando anche le voci di chi dissente. La ringrazio per l’offerta di delucidazioni ma da anni la situazione mi è chiarissima e per questo mi batto, in tutte le sedi possibili e concesse, contro il sistema TripAdvisor.

    • Rispondo nel più breve tempo possibile, anche se ho visto dal suo Gruppo Fb che chiedeva se mi fossi degnata nel rispondere. Mi dispiace davvero per ciò che le è successo; quindi quello che mi sta dicendo è che la piattaforma di TripAdvisor ha recensito strutture a suo nome? Davvero strano. Forse le è venuto in mente possa essere stato un furto di account visto che ci si logga per lo più con il profilo Facebook o Google?

      La ringrazio per l’opportunità che mi offre ma sono ampiamente documentata, anche se ovviamente altre informazioni ed esperienze come la sua, possono sempre essere utili.

  3. Roberto Peschiera

    Gentile Monia, quand’anche Lei avesse ragione in tema di furto di di account, mi chiedo la ragione per la quale TripAdvisor non abbia risposto alla mia richiesta di chiarimenti. Neppure il dott. Laterza, che peraltro ben mi conosce, ha risolto il problema…
    Non fraintenda ciò che ho scritto:, non “ricordo” di aver usato termini del genere “se si degna di rispondere”, semmai “sempre che le interessi” che non mi pare esattamente la stessa cosa.
    Lei che di suggerimenti si fa dispensatrice, suggerisca ai forum del Gufetto di non bannare coloro che hanno punti di vista e opinioni diverse dalle loro. Bello il confronto, l’eliminazione del contraddittorio getta sempre cattiva luce e e sospetti, puzza di becera dittatura.

    • Gentile Roberto,

      mi scusi per il ritardo ma sono stata impegnata. Mi sembra davvero strano che la piattaforma non abbia considerato la richiesta, ma non so neanche come lei l’abbia fatta.

      Purtroppo i social media vanno di pari passo ai nostri comportamenti o ai nostri pensieri. Le ripeto che mi dispiace per ciò che le è successo e mi dispiace che lei possa non avere fiducia nello strumento, che inserito in un Progetto Marketing adeguato può davvero portare sostegno e respiro all’azienda e non come ho letto sul suo Gruppo Facebook, che noi operatori del settore marketing e comunicazione, portiamo solo acqua al nostro mulino. Questo, per una professionista come me che crede fermamente nella bontà del suo operato, le confermo, da veramente fastidio e rammarico.

  4. Marco Cetra

    Come ha ben chiarito nel blog esistono due diverse forme di imprenditori: quelli vogliono sfruttare al massimo ogni canale web di promozione ed i “topolini” (onestamente un po’ lo ritengo offensivo) che invece vogliono sfuggire alle logiche di mercato dettate dai grandi “mostri” del web (TripAdvisor, Yelp e similari). Per rendere però veritiero ciò che riporta, dovrebbe esistere il “diritto all’oblio” anche per le attività commerciali oltreché per le persone fisiche. Poiché è diritto di ogni imprenditore scegliere la propria politica di marketing, anche in funzione di ragioni legate a paura e mancate conoscenze dei metodi e dei sistemi (ma qui entrano in gioco anche ragionamenti di competitor).

    TripAdvisor e similari non hanno mai dato la possibilità di scegliere alle imprese censite nel portale verde, ma non perché esistano grandi logiche di mercato che ci legano ad un sistema d’interazione globale da cui non si può e non ci si deve slegare, ma semplicemente perché senza i dati dei ristoranti/alberghi/attività non ci sarebbero gl’introiti economici che permettono alla macchina TripAdvisor di stare in piedi.
    Quindi il tutto si traduce in un semplice aumento di fatturato per la TripAdvisor LLC.
    Come ogni consumatore ha diritto di scegliere in base ai propri parametri personali, anche le aziende devono avere il medesimo diritto di scegliere come essere presenti sul mercato. TripAdvisor, al contrario, ci mette in “piazza” permettendo a chiunque di scrivere qualunque cosa senza minimamente applicare un qualsivoglia filtro che impedisca, almeno, di poter recensire (nel bene o nel male) luoghi mai visitati o ristoranti cui non ci si è mai seduti. Questo sistema di mancate verifiche a portato alla creazione di vere e proprie agenzie di marketing che offrono pacchetti di recensioni positive o, nel più disgustoso dei casi, negative a ristoranti concorrenti… con regolare fattura per prestazione di marketing.

    Con questi presupposti è ovvio che le classifiche TripAdvisor siano palesemente truccate poiché non ci sono regole che c’impediscano di scrivere ciò che vogliamo sul conto di chi vogliamo, almeno Booking.com permette solo ai consumatori che hanno prenotato una camera tramite portale di rilasciare una recensione (che è verificata e verificabile sia da Booking che dall’albergatore), ma su TripAdvisor non c’è bisogno della prova della propria presenza ed ecco che si scatenano i giusti concetti di Roberto Peschiera.

    Anche Facebook, in piccolo, permette di rilasciare stelle e recensioni su locali che hanno la propria pagina, ma è una scelta dell’imprenditore avere o meno una pagina Facebook. E poi sarebbe molto più complesso falsificare i commenti, visto che Facebook non ha il diritto all’anonimato e se il profilo è inattivo dopo un certo tempo viene rimosso automaticamente assieme a tutto ciò che ha pubblicato.

    Non possiamo solo accettare passivamente questi metodi, ma li dobbiamo affrontare nel migliore dei modi… se poi il ristoratore voglia restare o meno su TripAdvisor sono problemi suoi!

    • Gentile Marco la ringrazio intanto per il commento lasciato all’articolo e per il confronto che mi offre.

      Ha ragione quando dice che ogni imprenditore ha diritto di scegliere la propria politica marketing, anche se per mancate conoscenze o per timori, questa potrebbe non essere d’aiuto alla propria azienda.

      La piattaforma di TripAdvisor per ovvie motivazione si basa su due leve fondamentali:
      – il bisogno di visibilità degli utenti attraverso le recensioni
      – il bisogno di visibilità delle strutture ricettive attraverso le recensioni

      Le recensioni favorevoli e positive attivano un aumento del fatturato da maggiori prenotazioni proprio come confermano i dati. Il 75% degli utenti si fida delle recensioni e prenota nelle strutture che sono più alte in classifica. Questo giustamente spinge (o dovrebbe spingere) gli imprenditori ad investire in comunicazione, ma non come dice lei nell’acquisto di recensioni positive o agenzie marketing che non lavorano nel rispetto del settore, ma in una strategia digitale adeguata ai propri obiettivi sotto la guida di esperti del settore che possano sostenere l’azienda anche in momenti di crisi come recensioni negative o attacchi di recensioni negative come mi è capitato più volte.

      TripAdvisor può essere così sfruttato in modo utile attraverso leve di cross media come l’attivazione della fanbase Facebook in caso di recensioni negative false mi viene da pensare. Ma questo è ovvio non lo si può far da soli e non si deve rinunciare allo strumento solo perché ci sono logiche di acquisto erronee. Anche su Facebook purtroppo esistono fan acquistati e profili fake per inquinare le fanpage concorrenti e allora cosa si fa, non lo si utilizza?

      Occorre, come afferma lei, fidarsi e affidarsi ad esperti che possano risolvere momenti di crisi e gioire del successo dell’azienda sostenuta.

  5. Marco Cetra

    Credo che le mie parole, piuttosto chiare, le abbia un bel po’ fraintese.

    Io non dico di rivolgersi a persone qualificate che aiutino e supportino l’azienda nell’uso di TripAdvisor, questo lo dice lei nel suo articolo. Ma al contrario voglio far prevalere il diritto fondamentale del libero arbitrio… che TripAdvisor calpesta nel nome del fatturato! Se un imprenditore vuol appoggiarsi o meno a figure professionali dedicate, è libero di farlo… come di non farlo!
    Ma che una società proprietaria di un sistema informatico prenda i miei dati aziendali e li utilizza ai propri scopi (di fatturato) a me non sta bene. Essere su Facebook è una nostra libera scelta, essere su TripAdvisor è un’imposizione bella e buona di questa società statunitense che, senza alcun diritto, prende ristoranti/hotel/attività e li inserisce nel proprio sistema all’insaputa dell’imprenditore stesso.

    Perché è questo ciò che fa TripAdvisor: prende i nostri dati e li manipola a proprio gusto. Ed in questo meccanismo noi imprenditori non abbiamo armi di difesa. A nessuno di noi piacerebbe essere inseriti in un social network a nostra insaputa con il nostro recapito telefonico, indirizzo mail, foto e data di nascita… sarebbe furto d’identità. Ma perché non possiamo applicare il medesimo concetto base anche alle aziende? Ci sono aziende che non vogliono usare internet e le sue potenzialità… è una colpa questa? Io credo di no. Anzi sostengo fermamente che anche le imprese abbiano il diritto di essere presenti e reclamizzate a propria discrezione coi metodi che loro ritengano più consoni.
    Quotidianamente leggo le grandi percentuali sciorinate da TripAdvisor a giustificazione del proprio lavoro, ma finora non ho letto i rapporti da cui è possibile evincere tali dati e con quali metodologie vengano calcolati. Ad ogni modo non è sufficiente un dubbio dato statistico a suffragare l’idea attuata da TripAdvisor: se voglio essere presente e recensito sul portale, lo devo decidere io. Perché l’azienda è mia… non dei recensori di TripAdvisor.
    Non sono contrario all’idea del sistema, ma sono assolutamente contrario al metodo applicato basato sull’anonimato, sulla mancata verifica della reale esperienza e sull’impossibilità per gl’imprenditori di rifarsi in qualche modo. È vero che si può rispondere ad ogni recensione, ma la classifica a pallini non varia in base alle risposte, ma sempre in base ai punteggi di quelli che noi amichevolmente chiamiamo “utonti” (un po’ come i suoi “topolini”).
    TripAdvisor potrebbe essere un buon sistema… ma nelle condizioni attuali resta un colabrodo inutile.

    • Ma per favore! In queste piattaforme ci si iscrive, se non lo si fa è un problema proprio, se lo si fa non bisogna additare lo strumento dell’incapacità gestionale dell’azienda in cui si opera.

      Buone cose

      • Marco Cetra

        La vedo un pochino disinformata sul tema: un recensore può scegliere d’iscriversi su TripAdvisor e di cancellarsi, una struttura ci viene inserita dalla redazione di TripAdvisor o dai recensori stessi e non è nelle facoltà della struttura potersi cancellare da TripAdvisor.
        Del resto è sufficiente vedere la classifica dei ristoranti di Roma (o di una qualunque altra città) e verificare le strutture a fondo classifica: non recensite, senza immagini o che nel nome del ristorante riportano la dicitura S.r.l. o S.a.s. che palesemente sono stati estrapolati dalle Pagine Gialle o dal RegistroImprese e pubblicati, senza alcuna autorizzazione, su TripAdvisor alla mercé di tutti coloro che intendano riportare la propria recensione.
        Ecco i motivi che ci portano in parte a non sopportare TripAdvisor: prende le nostre attività e ne fa quel che vuole!
        Spesso ricevo telefonate dagli addetti di TripAdvisor che mi propongono la possibilità di attivare il Profilo Aziendale per giovare della full experience TripAdvisor con statistiche, dati sui competitors e la possibilità (solo per gli hotel, per i ristoranti è inserito fra le info di base) d’inserire il proprio numero telefonico che verrà poi sostituito da TripAdvisor col numero di un proprio centralino che poi dirotterà la chiamata all’albergo… e dovremmo anche profumatamente pagare questo genere di prestazione. Ma che il tutto poi si rivela essere uno scudo antirecensioni negative, che se non viene rinnovato porta la struttura a scendere di molte posizioni in classifica per finire nel dimenticatoio.
        Come vede il sistema offre mille possibilità a chi recensisce… ma nessuna possibilità è offerta alle aziende che vi vengono inserite senza un’esplicita richiesta.

        Buona vita

        • Forse dovrebbe informarsi meglio sul fatto che in quanto titolare della struttura può comunque rispondere alle recensioni e far valere le sue ragioni lavorando al meglio sulla sua clientela. Ascoltando le critiche e lavorando sulle obiezioni.

          In particolare penso che se si lavorasse bene, si benedirebbe solo uno strumento del genere. Il problema forse nasce proprio da questo, ma non può essere un problema della piattaforma.

          Cordialmente

    • teresa

      Secondo me lei parte da un presupposto sbagliato. Sembra che il marketing venga prima di tutto e sopra di tutto.
      Non è così, credo sia una mentalità sbagliata perchè non prevede il DIRITTO DI SCELTA. E’ gravissimo!
      Se io scelgo di essere poco visibile sul web DEVO poterlo fare, se scelgo di non accettare recensioni DEVO poterlo fare, se scelgo di non avvalermi di portali DEVO poterlo fare.
      Al momento TRIPADVISOR è l’unico che lo impedisce, pertanto direi che lede le altrui libertà.
      Ripeto è gravissimo ed è quasi inconcepibile.

  6. Gigi

    Buongiorno Sig.ina Monia Taglienti.
    Intervengo solo per un breve commento, dopo aver letto tutto quanto sopra.
    Io penso che un esperto di web marketing possa fare ben poco per rimediare a subdole manovre architettate da chi ha avuto la geniale idea di utilizzare dati altrui senza prima chiederne il consenso. Questa genialissima idea che si basa principalmente sullo sfruttamento del lavoro altrui. Una genialissima idea che in parecchi stati civili viola molteplici leggi. Potrei fare un lungo elenco di trasgressioni, mi limiterò ad evidenziare la più palese che è quella di falsare il libero mercato. In Italia è in corso un indagine, in Francia è già stata punita e in Inghilterra sta per accadere lo stesso. Spagna, Germania stanno pure loro indagando.
    Concludendo, io credo che ci troviamo, anche se in modo meno rilevante, di fronte ad un ennesima bolla di sapone americana tipo “lehman brothers.”
    Se lo ricorda l’immane bolla cosa causò? Credo di si.
    Ecco, prima che ciò avvenisse…., tantissimi giovani si laurearono credendo in quella new economy. Credendo in un guadagno facile e veloce, basato prevalentemente, in parole semplici, su un economia che di fatto non esisteva.
    A parte l’enorme crisi mondiale che ne conseguì, migliaia e migliaia di quei giovanissimi si ritrovò con un titolo di studio, faticosamente conquistato, costretti a ricredersi e a ricominciare da capo. Anni di studi finiti in un illusione, credenze crollate come un castello di sabbia.
    Dato che ho avuto modo di conoscere altri giovani che addirittura come tesi di laurea hanno presentato un lavoro proprio sul fenomeno TripAdvisor le chiedo spassionatamente: Lei è sicura di aver scelto bene per il suo futuro?

    • Gigi la ringrazio per la sua preoccupazione nei miei confronti, ma non deve davvero.

      Un esperto in web marketing come lo si intende nella concezione contemporanea è una figura professionale dedita al sostegno dell’azienda che prende in carico. Il vecchio filone del marketing (all’americana) considerava gli individui come potenziale clienti, oggi si considerano le persone.

      Le grandi piattaforme social (possa essere Facebook, Twitter, Instagram o TripAdvisor stesso) sono lì per chi vuole usufruirne, se non lo si vuole basta non iscriversi. Ma per ovvie motivazioni non si raggiungerà una fetta di mercato molto ampia, che oggi aprendo solo la porta del proprio Ristorante o la propria Azienda non è più possibile fare.

    • teresa

      Non esiste solo il mercato nella vita, esiste anche la dignità condita di amor proprio.
      Vede, sono antica, e di questo genere di marketing non so che farmene, mi ripugna.
      Amo le cose lineari, pulite, senza troppi contorcimenti…inoltre ho un orgoglio esponenziale.
      Sarei felicissimo di seguire il suo saggio consiglio e di toglermi da TripAdvisor, purtroppo è impossibile! Assolutamente impossibile: si è PRIGIONIERI.
      Lo sapeva? Prendono i nomi di attività e li infilano senza autorizzazione dandoli il pasto ad ogni genere di personaggio: ricattatori, gente che chiede sconti in cambio di favori ecc.
      Però se conosce un modo per uscire da quel carnaio e me lo indica, io le sarà grata a vita!

  7. Marco Cetra

    Allora le suggerisco di rileggere i miei commenti perché ho già ben chiarito il concetto delle risposte alle recensioni… che è ininfluente ai fini della classifica.
    TripAdvisor non è uno strumento utile a chi lavora bene, perché l’80% delle recensioni negative verte sempre sugli stessi temi: prezzi alti, porzioni scarse. Questo non può essere usato come indicatore per migliorare il proprio lavoro. E se le recensioni negative appartengono a persone che non hanno mai messo piede nel ristorante? Io ristorante come mi difendo?

    Buona vita!

    • Caro Marco,

      le parlo per esperienza non per sentito dire sia chiaro. Con l’agenzia con la quale collaboro abbiamo risollevato diverse volte le posizioni in classifica TripAdvisor prese di mira da account fake facendo leva sulla possibilità di eliminare le recensioni negative e sull’attivazione delle fanbase dei ristoranti in questione.

      Ovvio che tutto questo non si può da soli, capisco che ci sono tanti che ci spacciano per esperti in comunicazione che poi creano danni o che fanno solo il proprio favore, ma non è possibile che si faccia di tutta l’erba un fascio!

      Cordialmente

      • Marco Cetra

        Cara Monia, non metto assolutamente in dubbio le capacità sue o della sua agenzia.

        Ma la mia intenzione è quella di chiarire dei concetti, da altri punti di vista che non sono per forza quelli della potenziale occasione offerta da TripAdvisor.

        Ma piuttosto quelli della forzatura, anche legale se vogliamo, che fa TripAdvisor nell’acquisizione dati peraltro molto superficiale visti i grossolani errori che commette la redazione di TripAdvisor.

        TripAdvisor, inoltre, ha più volte manifestato il proprio dissenso verso l’acquisto di recensioni, ma al contempo anche lei, da quel che leggo, mi conferma la possibilità della rimozione delle recensioni negative appoggiandosi ad aziende specializzate come la sua o ad esperti come lei, previo pagamento.

        Quindi scrivere un articolo a favore dell’imparzialità del sistema e confermare la medesima tesi continuando a sostenere che bisogna imparare da ciò che si riporta nelle recensioni negative e poi scrivere che esiste la possibilità di rimozione delle recensioni su commissione, per me è la più lampante dimostrazione dell’assoluta “corruzione” in cui versa l’intero sistema TripAdvisor e che quindi necessita di un’importante opera di ristrutturazione poiché, al momento, facilmente corruttibile.

        Ha ragione quando dice che occorre appoggiarsi a figure competenti del settore, è vero che non sono meccanismi facilmente apprendibili da tutti, ma se basta qualche centinaio di Euro per cancellare recensioni… è davvero utile al 75% degli utenti perdere tempo su TripAdvisor?

        Buona Vita!

        • Caro Marco,

          forse mi sono spiegata male o ha capito male, non lo so. Non intendevo scrivere che per eliminare le recensioni negative occorre affidarsi (e quindi pagare) un’agenzia o un freelance; questo può farlo anche da solo nel gestionale delle recensioni.

          Io e l’agenzia per la quale lavoro non ci occupiamo solo di TripAdvisor, ma di strategie digitali in cui può rientrare, come non, TripAdvisor. I clienti che hanno deciso di affidarci le risposte alle recensioni TripAdvisor l’hanno fatto perché sanno che per gestire le recensioni non si può essere soli.

          Se parliamo poi della “corruttibilità” della piattaforma, le dico che ci sono agenzie (e ci tengo a chiarire non la mia) che acquistano, per esempio, fan su Facebook o follower su Twitter in un’ottica totalmente utile per le pagine gestite perché sono account fake e quindi inutili alla strategia.

          Ma Marco, purtroppo il dark web è questo e molto altro, l’importante è non essere soli ad affrontare tutto ciò e sapere di non essere in mano a gente improvvisata o spietata che guarda solo il lato business del tutto.

          Colgo l’occasione per dirle che i toni che si sono avuti sul gruppo Facebook “Gufo, no grazie” non sono dei più educati, ma spero si possa iniziare ad avere, almeno, toni più civili dove non posso (e non voglio) controbattere.

          Cordialmente

  8. Gigi

    Monia, Lei dice:”se non lo si vuole basta non iscriversi.” Ma se Le ho accennato alle violazioni del sito!!!??? Glielo ripeto. Tripadvisor utilizza i dati senza il consenso dei proprietari. Ai proprietari non è data la scelta se iscriversi o meno. Ha capito?
    Per il momento usare questa piattaforma che viola parecchie leggi sia di mercato che anche penali non è un beneficio. Anzi, è un problema.
    Oltre alla appropriazione indebita, visto che Lei insiste sulla questione recensioni. E’ libertà vera dare giudizi nascosti dietro un nickname? E’ libertà scrivere idiozie? La libertà a mio parere è proporzionale all’intento che si vuol raggiungere. Non c’è libertà senza onestà.
    La visibilità di cui Lei parla, tramite le recensioni, è corrotta, quindi non è valida.
    Se Lei fosse cosciente di collaborare, facciamo un esempio, con un associazione a delinquere, anche trattandosi di web marketing, Lei ci collaborerebbe? Lei pur di guadagnare s’invischierebbe in un vortice fatto di disuguaglianze, truffe, falsità etc….? Dovrebbe anche Lei usare questi mezzi!! E’ per questo che ha studiato? Spero di no!
    Non sarebbe meglio se prima, chi di competenza, regolamentasse questo mercato e poi allora sfruttarlo con tutta serenità?

    • Gentile Gigi,

      dal momento che viene recensita la prima volta la struttura, questa inizia il suo percorso su TripAdvisor. Conviene con me che se si lavora bene ci saranno recensioni positive e quelle negative (ammettiamo che tutte quelle negative lo siano anche se mi sembra superbo come atteggiamento) si potrebbero contrastare con elementi di comunicazione che non sto qui a spiegarle perché diverrebbe una consulenza vera e propria?

      Se si vuole andare avanti da soli oggi nel digitale purtroppo non si può e le ribadisco che professionisti della comunicazione hanno a cuore il successo dell’azienda per la quale operano e non delle piattaforme dei grossi aggregatori sociali.

      Cordialmente

  9. Alla Dolce Vita

    Gentile Signorina Taglienti,
    lei si infarcisce la tastiera con il marketing mix per avallare una piattaforma che dalle sue parole sembra una panacea…LA realtà è molto più complessa di quello che potrebbe apparire con le 4 P 😉
    Lungi da me farle cambiare idea, ma le cose che ha scritto non corrispondono a verità, constatato il modo di agire di TripAdvbisor.
    Facciamo un pò di chiarezza, e di informazione concreta:
    EXPEDIA possiede e controlla TripAdvisor : chiunque sarebbe in grado di percepire l’ABNORME CONFLITTO DI INTERESSI.
    …EXPEDIA vende camere e TRIPADVISOR vende ( ed estorce! ) reputazione per vendere camere.
    Questo, lato accoglienza turistica.
    IDEM per il lato ristorazione ( e faccio riferimento all’ulteriore player The Fork anch’esso fagogitato da TripAdvisor e sempre facente capo ad EXPDIA!!! ).
    Oramai lo sanno anche i sassi che CHIUNQUE può scrivere una recensione senza aver MAI visto nemmeno su una piantina offerta da GOOGLE l’hotel , il B&B e/o il ristorante.
    E’ acclarato e fiorente il commercio di recensioni FALSE POSITIVE e FALSE NEGATIVE.
    Ove anche non si trattasse di recensioni FALSE, ma prodotte da un autore che realmente è stato nelle struttura turistica ricettiva o nel ristorante, lo sanno tutti che la copertura dell’ANONIMATO amplifica e produce DIFFAMAZIONE in una dinamica come quella trattata.
    E per finire le ripropongo il fatto che altri le hanno scritto: TRIPADVISOR lista TUTTE le attività commerciali che hanno RINOMANZA e REPUTAZIONE in grado di generare un potenziale traffico allo scopo di PILOTARLO verso quelle strutture che PAGANO….cosa pagano?! semplice: provviggioni più alte e servizi come la business listing!
    Se ancora non le fosse chiaro : Tripadvisor, ABUSANDO del nome e della reputazione delle attività commerciali, sta producendo PUBBLICITà INGANNEVOLE E CONCORRENZA SLEALE.
    La prima fattispecie di reato implica la manipolazione dell’informazione a scopo commerciale: la classifica di TRIPADVISOR NON è veritiera.
    La seconda fattispecie di reato implica un abuso per turbativa delle normale dinamica del mercato sia verso potenziali concorrenti diretti come le altre piattaforme di offerta, sia fra gli stessi operatori del mercato.
    Ma visto che è una esperta di marketing conoscerà bene queste dinamiche aberrate.
    LA cosa assolutamente NAUSEABONDA è il fatto che non è possibile interrompere il comportamento PARASSITARIO DI TRIPADVISOR ottenendo il sacrosanto rispetto del diritto ad essere cancellati da una piattaforma così scorretta.
    Quando e se lei avrà l’opportunità di aprirer e lanciare con successo una attività DIRETTA B2C nel settore turismo o ristorazione , forse riuscirà a capire la violanza che MILIONI di operatori a livello globale stanno subendo da questi operatori senza scrupoli.
    La tranquillizzo sul fatto che tutte le affermazioni che ho fatto ricadono nella mia diretta responsablità e al mio nick corrisponde una mail ben specifica e se qualcuno si sentisse diffamato e volesse agire contro di me ….lo avrebbe dovuto fare quando ho già scritto queste cose in una denuncia pubblica alla Commissione Europea di 5 anni fa 🙂
    Attendo con fiducia un suo riscontro.
    Cordialità
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    PS A scanso di equivoci le faccio presente che le recensioni sono un patrimonio rispettabile quando VERE e generate da VERI clienti, sia esse negative, che positive!

    • Mi spiace non poterla chiamare per nome come lei ha fatto con me,

      ho ribadito più volte nei vari commenti che si sono succeduti a questo articolo che se si lavora opportunamente e ci si affida ad esperti del settore comunicazione tutto ciò si può contrastare, se invece si vuol fare tutto da soli purtroppo oggi si a vita breve. Una piattaforma del genere deve essere sfruttata, non combattuta; purtroppo fino a che non si comprenderà ciò, c’è poco da scrivere muri di parole.

      Non intendo rispondere ancora ad accuse o essere presa come bersaglio di una guerra totalmente prima di ogni fondamento.

      Buone cose

      • Alla Dolce Vita

        …”guerra totalmente priVa di ogni fondamento”?!?
        Ma si rende conto di cosa è la pubblicità ingannevole e la concorrenza sleale!?
        SONO DEI REATI !!!!!
        Ed il fatto che la piattaforma che lei difende ed avalla con messaggi di stampo ….bhe , lasciamo perdwere … scrivendo che chi non si allinea Ha vita breve, come nel NAZISMO allora siamo su piani talmente diversi che capisco come il “nuovo marketing” sia divenuto uno strumento di prepotenza oltre ogni diritto giuridico stabilito dal contesto sociale ….e per questo intendo : UBI SOCIETAS , IBI IUS.
        Comunque se esistere commercialmente significa diventare SCHIAVI di soggetti che si comportano in maniera ILLECITA ed ILLEGALE, che la battaglia prosegua tranquillamente 🙂
        Io sto denunciando pubblicamente TRIPADVISOR dal 2004 e la mia struttura dopo 12 anni di concorrenza sleale è ANCORA sul mercato e le assicuro che il vento sta cambiando anche nella normativa europea… la vendetta è un piatto da consumare freddo!
        PS tutti i miei riferimenti sono in chiaro su Alla Dolce Vita 🙂

  10. Roberto Peschiera

    Gentile dott.ssa Taglienti,
    nel rileggere la Sua risposta ad un mio commento, noto che scrive una macroscopica imprecisione della quale davvero non so capacitarmi, dato il lavoro che afferma di svolgere. Secondo Lei a TripAdvisor ci si iscrive volontariamente sempre e comunque? Temo le sfugga il “caso” nel quale migliaia di esercizi ci si sono ritrovati inseriti a loro insaputa e contro volontà, oppure mente sapendo di mentire? In entrambi i casi la Sua credibilità mi pare un po’ offuscata. Tralascio pietosamente ogni altra considerazione in merito alle successive affermazioni, poiché chiunque legga può trarne di proprie. A chi vorrà commentare dopo di me, il piacere di esprimere punti di vista liberi, onesti e documentati.

    • Caro Roberto,

      sono stanca di essere bersaglio delle sue cattiverie. In TripAdvisor dopo la prima recensione la struttura dentro, stop. In questo mi trova concorde nella poca libertà che lascia ASSOLUTAMENTE. Ma si può anche iscrivere la propria struttura, attraverso l’invio dei propri dati.

      Da titolare può rispondere, se ne è in grado, altrimenti può continuare a lavorare come crede ed essere bersaglio di recensioni negative vere o fake che siano.

      Non intendo più risponderle e spero vivamente la smetta di parlare di me in mia assenza, su quel gruppo Facebook. Non intendo iscrivermi ed essere bersaglio di malumori dettati da una piattaforma. Non so se sa che esiste la diffamazione online e lei, come altra gente, ha scritto il mio nome e cognome più e più volte.

      A lei e tutto il suo blando seguito dico con fermezza, lavorate bene e le recensioni negative non ci saranno, affidatevi a qualcuno che ne sappia di comunicazione e le recensioni fake verranno arginate. Purtroppo il dark web esiste e non solo in TripAdvisor, fareste prima a non avercela con chi vuole darvi una mano.

      Se ognuno facesse il proprio lavoro tutto ciò non avverrebbe.

      La saluto e spero non ci siano altri commenti, né qui, né altrove.
      Buona cose.

  11. Marco Cetra

    ​Io il mio rapporto dialettico con lei lo sto avendo qui sulla sua piattaforma, il gruppo Facebook “Gufo? No grazie!” è per me un laboratorio dove tutti noi operatori esprimiamo in libertà pensieri, concetti, parole e tanto altro. Ma proprio da queste elucubrazioni noi riusciamo a creare una vera e propria rete fra operatori di tutta Italia (e non solo).

    Io non credo d’aver frainteso e cito “[…] facendo leva sulla possibilità di eliminare le recensioni negative […]” che ha riportato nella precedente risposta. Mi sembra al contrario un concetto molto chiaro, ovvero: si possono cancellare le recensioni. Ed è qui che sta l’arcano! Poiché è impossibile per noi strutture rimuovere qualunque recensione (e questo dovrebbe saperlo visto che è autrice di risposte a recensioni conto terzi), l’unico strumento è la segnalazione di possibili recensioni fraudolente che però viene bocciata nella maggior parte dei casi, anzi in altri addirittura viene permesso al recensore di poterla anche riscrivere. Anche se la recensione non rispetta nemmeno i fondamentali dell’educazione e del vivere civile (tralascio quelle a sfondo sessualmente esplicito); non cito il regolamento TripAdvisor che subisce revisioni quotidiane ed è stato privato di ogni possibile filtro.

    Come vede le aziende sono private di ogni arma, ovviamente questo status di cose porta molti operatori ad avvalersi di agenzie/manager/gestori che vendono pacchetti di recensioni. È scorretto? Forse si, ma è l’unico strumento che viene implicitamente accettato anche da TripAdvisor che nulla fa per contrastarlo. Anzi da quel che abbiamo analizzato nel gruppo Facebook sopracitato, pare che TripAdvisor intrattenga relazioni commerciali contrattualizzate con aziende che vendono pacchetti di recensioni e la possibilità di cancellazione delle recensioni.

    Come vede io sono solo qui a proporle un “secondo parere” che a noi strutture è molto caro visti i costi economici che siamo obbligati a sostenere per reagire a questo sistema che lede le nostre immagini, ma contro cui nulla è possibile fare.
    Per me è paragonabile all’arcinota diffamazione a mezzo stampa in alcuni casi, ma non potendo mai risalire all’identità dell’autore, ogni azione legale viene vanificata.
    A mio parere è un metodo molto ingiusto poiché mette noi strutture all’angolo, privandoci di ogni libertà di movimento e dandoci solo un percorso obbligato da seguire, ovvero siamo obbligati a “stare al gioco”. Del resto il mio concetto è il medesimo che lei ha appena espresso nei confronti del sig. Peschiera ovvero e cito “[…] Non intendo più risponderle e spero vivamente la smetta di parlare di me in mia assenza, su quel gruppo Facebook. Non intendo iscrivermi ed essere bersaglio di malumori dettati da una piattaforma. Non so se sa che esiste la diffamazione online e lei, come altra gente, ha scritto il mio nome e cognome più e più volte. […]”. In pratica sta avendo modo di vivere esattamente ciò che noi però dobbiamo subire passivamente da parte di TripAdvisor. Ed a quanto leggo, non le sta facendo affatto piacere… s’immagini noi che siamo intrappolati in questo gioco dove sono in ballo soldi ed il lavoro dei nostri dipendenti.

    Ecco che torno sui miei ragionamenti iniziali dove auspico un cambiamento concreto in TripAdvisor poiché, ora, è un sistema senza controllo e dalla dubbia veridicità.
    D’altro canto anche l’AgCom aveva comminato un’onerosa sanzione nei confronti di TripAdvisor (500.000,00 €), poi sospesa sì dal TAR del Lazio, ma comunque s’è ravvisata un’infrazione per pratiche commerciali poco chiare nei confronti dei consumatori (e non di noi aziende). In particolare quando TripAdvisor palesava a chiare lettere “recensioni autentiche di autentici viaggiatori”… nulla di più falso vista l’impossibilità di definire la provenienza delle recensioni e dei recensori. Ma comunque anche da questa possibile sanzione la TripAdvisor LLC è stata “graziata”.

    Internet è un mondo meraviglioso, ma è altrettanto pieno d’insidie ed un’azienda come TripAdvisor non fa altro che ampliare quelle insidie. Possiamo lavorare benissimo o malissimo, ma non sarà mai un recensore di TripAdvisor che potrà giudicare il nostro lavoro.

    Un saluto e buona domenica!

    • Marco il dono della sintesi non le appartiene,cerco di risponderle brevemente.

      La possibilità di chiedere l’eliminazione delle recensioni esiste ed è reale, concordo sul fatto che sia complesso che questo avvenga, ma non impossibile.

      Tutti dobbiamo difenderci, ed è proprio questo che non avete capito di me. Avete preso la persona sbagliata di mira, lavoro da tempo a sostegno degli imprenditori e non delle piattaforme.

      Le ribadisco che il dark web purtroppo esiste, ma come esiste per Facebook, per twitter, per l’indicizzazione dei motori di ricerca e via dicendo.

      Prendersela con una persona che vi ha solo illustrato che TripAdvisor può, e sottolineo può, essere sfruttato a proprio vantaggio (con tutta la complessità del caso, meglio ribadirlo altrimenti me lo girerà contro nel prossimo commento) non credo sia utile, tutto qui.

      Buona giornata e buona domenica

  12. Teresa

    La domanda originale riguarda l’ostilità verso TA. Effettivamente sono davvero molto ostile, anzi sono furiosa.
    Non credo che marketing e denaro possano giustificare ogni cosa. Esiste l’etica che le sovrasta.
    TA é l’unico postaccio dove catturano un’attività senza consenso alcuno, ne fanno quel che gli pare, classificano con modalità sconosciute e mettono i gestori nudi in piazza nelle mani di qualunque folle che gira in rete.
    Ora, se posso, vorrei farle io una domanda… perché mai qualcuno dovrebbe poter usare la mia attività senza autorizzazione e guadagnandoci sú? Perché gli viene concesso di imprigionare le attività senza possibilità di cancellazione?
    Parlo esclusivamente di TA, praticamente unico caso in rete che si appropria in questo modo.

  13. Buonasera Teresa,

    mi racconta il suo problema con TripAdvisor? Quali sono state le azioni accadute? Ha cercato di far qualcosa per trasformare la minaccia in opportunità? Se si come? Mi spieghi, se vuole qui altrimenti anche via mail.

    TripAdvisor è una piattaforma che si fonda sulle recensioni degli utenti, di fatto tornano utili quando sono positive perché lo sa che più del 75% dei tavoli prenotati arriva proprio da TripAdvisor? Certo occorre gestire al meglio il proprio profilo sulla Piattaforma e questo sicuramente non potete farlo da soli.

    Aspetto sue notizie,
    buona giornata
    Monia

  14. Teresa

    Buongiorno signora. Volevo porre una semplice domanda.
    Per quale motivo devo restare su TripAdvisor se non voglio?…se quel sistema mi ripugna? …se non sono interessata a quel genere di marketing? …se non voglio essere “posseduta” da nessuno? …se non voglio che una multinazionale si appropri del nome della mia attività senza consenso o contratto?

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