Quante volte il Coronavirus è apparso davanti ai tuoi occhi?

Il Coronavirus o Covid-19 sono termini entrati a far parte prepotentemente della quotidianità delle persone in tutto il mondo. Secondo Forbes 6,7 milioni di persone menzionano il coronavirus sui social media in un solo giorno. Per chi ama analizzare i dati, i social media sono diventati un gigantesco contenitore di dati e comportamenti da tracciare.  Utilizzando tool di web analysis, che misurano le menzioni e gli hashtag totali in tutto il pianeta, si possono scoprire molto rapidamente di cosa parlano le persone e cosa sta guidando la conversazione pubblica.

Dove poter trovare dati aggiornati sul Coronavirus?

Il coronavirus è l’argomento caldo di queste giornate dei primi mesi del 2020. Giustamente lo è, il virus ha infettato 114.186 persone in tutto il mondo ed è responsabile di oltre 4.019 decessi al momento. Un sito web che offre una panoramica aggiornata delle statistiche attinenti al Coronavirus è per esempio quello creato da un adolescente di nome Avi Schiffmann. Avendo tra le mani informazioni aggiornate e precise, si possono prendere decisioni corrette per pianificare la propria quotidianità. Tuttavia, sui social media, a volte è difficile selezionare le fonti attendibili di informazione, c’è un flusso costante di opinioni e fake news. Il modo migliore per rimanere aggiornati è visionare solo fonti autorevoli come il sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dove puoi trovare anche la Global Research on Coronavirus Disease, una panoramica sulla malattia che sta affliggendo ogni parte del globo.

Fortunatamente aziende come Sprinklr, riescono a ridurre la quantità di dati sporchi e rendere all’opinione pubblica solo quelli utili per comprendere i fenomeni che la popolazione sta vivendo. Sprinklr è una società di gestione dell’esperienza del cliente che fornisce report sui social media e menzioni digitali. Un recente Rapporto fornito direttamente a Forbes ha rilevato che 6,7 milioni di persone hanno menzionato il coronavirus nella sola giornata del 28 Febbraio.

Analizzando le metriche sui social media e i dati effettivi si riesce a capire ciò che è di massimo interesse in questo momento. Con i social media e gli strumenti della comunicazione digitale è possibile tenere traccia delle statistiche effettive e analizzare le conversazioni online o le azioni di ricerca degli utenti.

 

cornavirus conversazioni online

 

Analizzando le conversazioni online negli ultimi 7 giorni con QuickSearch di Talkwalker si può notare come le menzioni del termine Coronavirus siano pari a 6.3 milioni di menzioni con un’impennata del 8,9% nei prossimi 7 giorni. Il sentiment che accompagna una situazione internazionale così complessa, porta con sé ansie e paure di ogni individuo, sui social viene rappresentato alla perfezione il sentimento popolare relativo al 28% negativo e l’8% positivo.

 

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Oltre ciò è possibile analizzare dove le conversazioni attorno al tema del Coronavirus sono più intense. Dai grafici si nota un’evidente impennata delle menzioni negli Stati Uniti, Francia, Italia e Spagna, ma con cenni di interesse importante in ogni parte del Pianeta. Le conversazioni non sono sempre sane e veritiere, sopratutto quando provengono dal basso e da individui che non prendono informazioni da fonti attendibili e autorevoli. Infatti Facebook, YouTube e Twitter hanno affermato di aver compiuto sforzi per indirizzare le persone verso fonti affidabili di informazioni medico-scientifiche e di avere linee dirette di comunicazione con il W.H.O. e i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie.

 

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Facebook ha dichiarato di vietare i contenuti che potrebbero causare danni alle persone, ad esempio affermazioni che scoraggiano il trattamento o che adottano le precauzioni appropriate contro il coronavirus. Post e video che condividevano teorie della cospirazione erano chiaramente contrassegnati come fake, una volta che erano stati esaminati da correttori di fatti. Quando gli utenti di Facebook tentano di condividerli, viene visualizzato un messaggio che avvisa l’utente che il post include informazioni che sono state ritenute false dai controllori dei fatti.

Tali misure, tuttavia, non hanno impedito alle persone appartenenti a gruppi privati ​​di Facebook di collegarsi e condividere informazioni errate sul virus. Nei gruppi privati ​​di Facebook, incluso uno che ammonta a oltre 100.000 membri, si sono diffuse teorie della cospirazione secondo cui il coronavirus era un’invenzione dell’industria farmaceutica, destinata a vendere al pubblico farmaci più costosi e più vaccini.

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La società di cyber security Check Point ha dichiarato che dall’inizio dell’anno sono stati registrati oltre 4.000 siti web correlati al coronavirus che includono parole come “corona” o “covid”. Di questi, il 3% era considerato malevolo e un altro 5% era sospetto.

Una ricerca di Sophos, una società di sicurezza informatica, ha mostrato un aumento di questi cosiddetti messaggi di spear phishing rivolti a persone in Italia, dove le infezioni da coronavirus sono aumentate nelle ultime settimane. Quei messaggi includevano un collegamento a un documento di Microsoft Word che affermava di elencare le cure per il virus. Una volta scaricato, ha installato malware sui computer delle persone. Il mese scorso, W.H.O. ha emesso un avviso che annunciava e-mail false da apparenti rappresentanti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Le email contenevano un codice finalizzato a penetrare nei dispositivi tecnologici delle persone. Occorre tutelarsi, rimanere aggiornati seguendo solo le fonti istituzionali e seguire le regole di condotta, è l’unico modo che abbiamo per uscire al più presto dal Coronavirus.

 

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Monia Taglienti
Post by Monia Taglienti

Nasco con le parole nella testa e continuo con le parole tra le mani. La Laurea in Comunicazione è stata solo il punto di avvio di un amore destinato a non finire mai. Social Media Manager, Web Content Writer, Social Media Strategist e Social Media Food Marketer.

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