Il minimo valore dei concorsi a premi torna allo stadio precedente della normativa: ecco cosa cambierà

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha introdotto un nuovo cambiamento relativo all’esclusione del minimo valore concorsi a premi. Valentina Baldon, web content editor per Leevia, spiega cosa cambierà per le aziende e non solo.

 

A marzo 2017, sono diverse le aziende che hanno festeggiato per l’aggiornamento delle FAQ ministeriali. Esse, infatti, portavano il minimo valore concorsi a premi da circa un euro comprensivo di oneri fiscali a 25,82 euro. Certo una decisione storica, che ha modificato il modo di fare engagement e lead generation attraverso i social network, come già ti ho spiegato nel capitolo di Facebook Marketing Pro dedicato ai contest online.

Il problema è nato pochissimi giorni fa, quando lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico ha deciso di fare un dietro front con un ulteriore aggiornamento delle FAQ abrogando il precedente e riportando il concetto di minimo valore assimilandolo a quello del lapis, della bandierina, del calendario e di oggetti ad essi affini.

Nuova variazione del minimo valore concorsi a premi: cosa cambierà per le aziende?

In pratica cambierà tutto quello che è stato possibile fare in questo ultimo anno e mezzo. Facciamo un passo indietro e vediamolo insieme.

Il d.P.R. 430/2001, ovvero il testo normativo riguardante i concorsi a premi, prevede delle esclusioni. Non sono considerate manifestazioni a premio:

  • i contest indetti per la creazione di opere letterarie, artistiche o scientifiche, nonché per la presentazione di progetti o studi commerciali/industriali;
  • le manifestazioni lanciate da emittenti radiofoniche solo ed esclusivamente nel caso in cui il premio venga consegnato in diretta e soltanto per le iniziative volte alla spettacolarizzazione senza fini commerciali e / o promozionali legate ad uno o più marchi;
  • le operazioni a premio con premi costituiti da quantità aggiuntive di prodotti promozionali o buoni utilizzabili nel medesimo punto vendita (o in punti vendita diversi purché appartenenti alla medesima ditta o insegna) validi per qualsiasi prodotto venduto negli stessi;
  • le manifestazioni in cui i premi siano destinati ad enti o istituzioni pubbliche che abbiano finalità sociali e benefiche (ad esempio scuole);
  • i concorsi senza vincolo di acquisto nei quali i premi siano costituiti da oggetti di modico valore.

Questo significa che i contest organizzati per una delle suddette motivazioni possono essere lanciati senza autorizzazione ministeriale. Riportare il concetto di modico valore a quello previsto dal Decreto Regio Legge 25 luglio 1940, n. 1077, poi riconfermato dal d.P.R. 430/2001, ne annulla l’esclusione, in quanto è abbastanza improbabile lanciare un contest di successo con premi in palio del valore di un euro circa comprensivo di oneri fiscali.

Non solo aziende: difficoltà anche per blogger ed influencer

I problemi ricominciano anche per blogger, influencer ed instagramers.

Proprio perché il minimo valore rappresenta un’esclusione dai concorsi a premi, avendo innalzato lo stesso ad un importo pari a 25,82 euro, ha reso possibile la diffusione di mini contest e giveaway tra soggetti non aventi Partita IVA o comunque con, ma non iscritti nel Registro delle Imprese.

Infatti, la normativa italiana prevede che:

Solo i soggetti iscritti nel Registro delle Imprese possono lanciare concorsi su territorio nazionale. Le persone fisiche, anche qualora fossero in possesso di Partita IVA, non possono procedere all’organizzazione e creazione di concorsi, a meno che non si tratti di contest con premi di modico valore.

Fonte: Guida completa alle manifestazioni a premi presente sul Leevia Blog.

Un grande stop alla caccia all’engagement tramite i contest non solo per le aziende, ma anche per le nuove star del web.

Perché questo nuovo aggiornamento?

Da quanto indicato nella nuova FAQ n. 10, questo cambiamento è dovuto ad un chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate che desidera mantenere la soglia di 25,82 euro solo per le operazioni a premio (che differiscono dai concorsi per durata, modalità ed altro). Per chiarezza, in seguito la nuova FAQ nr. 10 pubblicata sul sito del MiSE:

Con parere pervenuto al Ministero prot. 0273525 il 9 luglio 2018, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che “…… nella risoluzione 119/E del 31 marzo 2008……………… , è stato chiarito che l’esclusione dall’applicazione della ritenuta è riferita ai soli casi di “operazioni a premio” ove il valore complessivo dei premi attributi nel periodo d’imposta dal sostituto d’imposta al medesimo soggetto non supera l’importo di 25,82 euro, aggiungendo che “Risulterebbe ingiustificata qualsiasi interpretazione estensiva della norma in esame considerato che il legislatore, integrando l’art. 30 del DPR n. 600, ha esteso alle operazioni a premio l’applicazione della ritenuta già prevista per altre tipologie di manifestazioni a premio, mentre ha contestualmente introdotto il riportato limite inferiore all’applicazione della ritenuta alla fonte esclusivamente per le operazioni a premio”. Conseguentemente, il parere espresso dall’Agenzia delle Entrate pervenuto al Ministero prot. 0089655 il 10 marzo 2017 secondo cui “in base alla normativa fiscale..…., i premi corrisposti nell’ambito di iniziative promozionali attraverso estrazioni oppure ulteriori parametri, ….. sono soggetti, in linea di principio alla applicazione della ritenuta a titolo di imposta se di ammontare complessivo superiore a 25,82 euro ……… , nel caso in cui i premi assegnati …………………………. non superino la soglia di 25,82 euro, gli stessi non devono essere assoggettati al regime delle ritenute di cui all’art. 30, comma 1, del D.P.R. n. 600 del 1973. Di converso, qualora nel corso del periodo di imposta vengano corrisposti allo stesso soggetto premi che, seppure di valore unitario pari o inferiore ad euro 25,82, sommati fra loro oltrepassino tale soglia, sarà necessario applicare la ritenuta (del 25 percento) sull’intero ammontare dei premi corrisposti.”, è da intendersi riferito alle sole operazioni a premio.

Questo significa che, almeno finché non verranno ridefiniti gli ambiti applicativi della soglia precedente pari a 25,82 euro, già dalla stessa giornata di oggi si ritorna al passato, considerando modico valore solo quei premi che abbiano un’entità di circa uno o due euro.

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5 Responses to Il minimo valore dei concorsi a premi torna allo stadio precedente della normativa: ecco cosa cambierà

  1. SIMONA

    Tecnicamente valore di un paio di euro. ..quindi un adesivo con logo e scritta ironica della nostra paginetta… potrebbe essere un valore minimo per non incappare in sanzioni ? Te lo chiedo perchè io e gli altri admin di una pagina FB abbiamo stampato un paio di adesivi e vorremmo indire un piccolo giveaway e regalare i sopracitati , senza rischiare nulla . Grazie

  2. Valentina

    Ciao Simona, eccomi qui in qualità di autrice dell’articolo 🙂
    Un adesivo con logo e scritta simpatica è un valore assimilabile a quanto indicato dalla normativa, quindi a lapis, calendari, bandierine e così via dicendo. Direi che ad occhio e croce non corri nessun rischio con il lancio di questo tipo di contest. Ad ogni modo, se vuoi essere sicura al 1000 per 2000, ti consiglio di contattare direttamente il MiSE (http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/contatti).
    A presto e buona giornata!

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