La Settimana della Cucina Italiana nel mondo

La Settimana della Cucina Italiana nel mondo è il protocollo del Governo che finalmente comprende il valore che ha tra le mani. Un valore che nel 2015 ha fatto toccare il 7,4% all’export italiano rispetto al 2014, con introiti pari a 36.85 miliardi di euro. Un valore che conta linee di prodotti di qualità certificata per un valore compressivo di 13,4 miliardi di euro.

Dati che sintetizzano il successo della qualità delle nostre materie prime e dell’artigianalità che contraddistingue la nostra cucina. La Settimana della Cucina Italiana terminerà domenica 27 Novembre e si comporrà di oltre 1300 eventi dislocati in 105 Paesi.

La Settimana della Cucina Italiana nel Mondo si avvarrà del sostegno dei veri protagonisti come ristoratori, pizzaioli, pasticceri, pizzaioli e chef che porteranno avanti le tematiche della Carta di Milano, manifesto programmatico presentato da Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole, che contiene le linee guida per affrontare con forza la malnutrizione e lo spreco alimentare.

Le azioni del Protocollo della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo

Il Protocollo si svolge in diverse fasi:

  • Settimana della Cucina Italiana: organizzata da ambasciate, consolati e istituti italiani della cultura
  • Master Class: gestite da chef stranieri per diffondere e consolidare il valore dell’agroalimentare e vinicolo italiano
  • Borse di studio: per chef italiani che hanno meno di 30 anni
  • Giornate italiane: promosse dal Coni negli eventi sportivi internazionali e volte a diffondere la qualità della cucina italiana

Il piano prevede che il Governo investa nell’internazionalizzazione del settore agroalimentare un fondo pari a 70 miliardi di euro. Per la prima volta un segno unico e distintivo viene utilizzato per il coordinamento della promozione e comunicazione del settore agroalimentare italiano su scala internazionale. Saranno coinvolti anche MISE, ICE-Agenzia, CONI, Unioncamere e Assocamerestero. Nel biennio 2016-2017 le azioni promozionali riguarderanno Stati Uniti, Giappone, Repubblica Popolare Cinese, Federazione Russa, Emirati Arabi Uniti e Brasile.

italian taste

Cos’è il Food Act e il Forum Permanente?

Il Food Act è un patto che vede istituzioni e chef unirsi per difendere il valore della cucina di qualità italiana. Siglato da diverse cariche importanti come:

  • Ministero degli Affari Esteri Paolo Gentiloni,
  • Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina,
  • Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini

Oltre le istituzioni il Food Act è stato sottoscritto da importanti chef come Carlo Cracco, Gianfranco Vissani, Davide Oldani e Cristina Bowerman. 

Nel Mondo la nostra cucina è bistrattata e poco rispettata, come la mortadella di tacchino che fanno in USA, il Barolo venduto in Cina, il pecorino con il latte di mucca e per non parlare delle pizzerie che poco hanno a che fare con la vera pizza.

Le prime 10 azioni prevedono:

  1. Chef ambasciatori della Cucina Italiana del Mondo, i protagonisti diventano ambasciatori dell’inconfondibile “The Extraordinary Italian Taste’
  2. Valorizzare le eccellenze italiane e la dieta mediterranea, rafforzare la consapevolezza del potenziale italiano in termini di agroalimentare e viticolo, sostenere le nostre eccellenze riconosciute da sistemi pubblici come Dop, Igp e biologico.
  3. Potenziamento della distribuzione del vedo Made in Italy, rafforzare la rete distributiva come strumento fondamentale per un migliore approvvigionamento da parte dell’estero delle materie prime realmente italiane .
  4. Alta cucina, alta formazione, è fondamentale colmare il gap formativo, puntando sullo sviluppo di conoscenze economico imprenditorali-
  5. Stage per la ristorazione di qualità, rivedere le linee guida in materia di tirocini approvate dallo Conferenza Stato Regioni che fissano limiti di attivazione di stage nel settore ristorazione.
  6. Più aggregazione nella filiera e della ristorazione, sostenere l’aggregazione attraverso la rete d’impresa attraverso strumenti come il credito d’imposta proposto con Campolibero.
  7. Dare credito alla cucina italiana giovani, favorire il ricambio generazionale in aziente di ristorazione con fondi da destinare agli under 40 aventi determinati requisiti.
  8. Rafforzare il binomio turismo-ristorazione di qualità per promuovere i territori, sostenere lo scambio culturale ed enogastronomico, promuovendo i prodotti del territorio e il collegamento con le attività di ristorazioni locali.
  9. Cucina italiana di qualità certificata, per orientare il consumatore si stileranno dei percorsi di riconoscimento della qualità italiana.
  10. Cucina italiana come cultura, identità, educazione e inclusione, iniziative che vanno dall’educazione alimentare nelle scuole, dalla lotta agli sprechi alla sostenibilità ambientale.

 

Che ne pensi del Food Act e della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo? Fammelo sapere sulla Pagina Facebook del Blog o su Twitter, ci tengo! Intanto continua a preferire cibo italiano certificato, evita lo spreco di cibo, mangia il più naturale possibile e guarda la video ricetta di Casa Surace 🙂

 

 

Monia Taglienti

Monia Taglienti

Nasco con le parole nella testa e continuo con le parole tra le mani. La Laurea in Comunicazione è stata solo il punto di avvio di un amore destinato a non finire mai. Social Media Manager, Web Content Writer, Social Media Strategist e Social Media FoodMarketer.
Monia Taglienti
Post by Monia Taglienti

Nasco con le parole nella testa e continuo con le parole tra le mani. La Laurea in Comunicazione è stata solo il punto di avvio di un amore destinato a non finire mai. Social Media Manager, Web Content Writer, Social Media Strategist e Social Media Food Marketer.

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