La percezione cambia il costo dei prodotti? Il caso Evian di Chiara Ferragni

L’acqua Evian griffata da Chiara Ferragni è in vendita a 8 euro a bottiglia ed è scandalo sui social e altrove. Fin qui non mi stupisce l’accaduto, purtroppo l’individuo medio non fa che fare polemica per ciò che ritiene lontano dalla sua necessità.

Qual è la differenza tra qualità percepita e oggettiva?

Ciò che non si spiega ai molti è che Evian ha stretto un accordo commerciale e se vogliamo di status che va ben oltre il branding. L’acqua, che molti politici, economisti, artisti di vario genere e individui hanno sempre voluto fosse pubblica ora è diventato un prodotto costoso, quasi un’opera d’arte.

Dai dati ufficiali il messaggio che sta che sta facendo passare Chiara Ferragni è reale: l’acqua è un bene prezioso e non bisogna sprecarla! Centotrentuno piscine olimpioniche pronte per le gare e messe una a fianco all’altra: ecco quanta acqua consuma il pianeta, non ogni giorno o ora ma ogni secondo, questi i dati di una fotografia della Fondazione Barilla Food&Nutrition.

Chiara Ferragni e l'acqua Evian griffata

 

Ti trovi in difficoltà davanti ad affermazioni del genere? Forse non analizzi bene la società e ciò che accade intorno. Difficile stupirsi per una bottiglietta d’acqua che costa 8 euro e non per scarpe prodotte a Taiwan di 280 euro. Difficile non rendersi conto che Chiara Ferragni ed Evian non stanno commercializzando un prodotto ma un messaggio, una filosofia, un concetto.

La qualità è un concetto soggettivo, viene definito in base al bisogno che si instaura del prodotto stesso. Non solo branding ma anche psicologia dei consumi e sociologia delle masse. Chiara Ferragni ha preso grosso carico di responsabilità sociale d’impresa sulle spalle, chi non comprende i processi alla base dovrebbe evitare di commentarli senza competenza.

Prodotti che diventano status symbol

Il termine status symbol è apparso la prima volta nel 1955, ma ha acquisito ampia diffusione nel 1959 con il libro best seller The Status Seekers, dove si descrive la stratificazione sociale e il comportamento americano del tempo.

Il seguire una moda (costosa) o l’ostentazione di oggetti e stili di vita sono comportamenti che sono inclusi sia quando è possibile e consentita una certa mobilità tra diversi strati sociali, sia quando la divisione tra i gruppi sociali è più rigida. Quante volte hai sentito lamentarsi chi ha un iPhone tra le mani dell’App per editare le foto da 2.50 euro? Oppure chi aveva appena acquistato le ultime Adidas da 180, 00 euro che si lamentava del costo della cena pagata il sabato precedente?

Non esistono prodotti costosi, esiste la percezione della qualità del prodotto stesso che fa superare le barriere economiche. Se un prodotto non è percepito come utile, l’utente riscontrerà un costo eccessivo, contrariamente se soddisferà bisogni sociali, psicologici o funzionali le tecniche di pricing saranno digerite senza contestazione.

Il prezzo non è dato dal prodotto, ma dal bisogno individuale.

Quindi a un mese esatto dal tam, tam generato in rete dal The Ferragnez, cioè l’unione dei cognomi di Chiara Ferragni, imprenditrice italiana e Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, rapper ampiamente criticato per testi, tematiche e comportamenti discutibili. Eccoci davanti a un’altra polemica sterile. Aspetto le vostre impressioni nei commenti qui sotto.

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Monia Taglienti

Nasco con le parole nella testa e continuo con le parole tra le mani. La Laurea in Comunicazione è stata solo il punto di avvio di un amore destinato a non finire mai. Social Media Manager, Web Content Writer, Social Media Strategist e Social Media FoodMarketer.
Monia Taglienti
Post by Monia Taglienti

Nasco con le parole nella testa e continuo con le parole tra le mani. La Laurea in Comunicazione è stata solo il punto di avvio di un amore destinato a non finire mai. Social Media Manager, Web Content Writer, Social Media Strategist e Social Media Food Marketer.

2 Responses to La percezione cambia il costo dei prodotti? Il caso Evian di Chiara Ferragni

  1. Lo so che potrei sembrare di parte, però devo dire che questa è un’ottima analisi della situazione. Mi piace quello che hai scritto è la riflessione che hai fatto.

    La cosa poi che mi sorprende è questa. Nessuno si è preso la briga di andare a vedere come la società in questione, cioè Evian, non è la prima volta che realizza prodotti del genere. Così come tantissime altre società che vendono l’acqua in bottiglia, basterebbe andare su Amazon e fare una ricerca, per scoprire come in realtà esistono acque ben più care e forse anche molto meno famose

    • Grazie Flavius, purtroppo buona parte delle persone commenta, si lamenta o polemizza senza andare nel profondo delle azioni di comunicazione, ma fermandosi solo alla più blanda superficie. Grazie per il commento.

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