Greta: marketing strategico, analisi dei dati e strumenti utilizzati

Greta Thunberg è l’attivista 16enne svedese promotrice delle manifestazioni dei giovani per il clima in tutta Europa, è stata proposta per il premio Nobel per la pace da tre parlamentari norvegesi “in segno di riconoscimento per il suo impegno contro la crisi climatica e il riscaldamento globale”. Il Global Strike For Future, si è svolto venerdì 15 marzo, con l’adesione di circa 90 di Paesi e più di 1.325 città. Il Global Strike For Future, arriva dopo un paio di mesi di manifestazioni, calendarizzate ogni venerdì da Greta, in diverse città di ogni continente da qui il naming ‘Fridays for Future’ e il conseguenze hashtag.

Chi è Greta Thunberg?

Il 20 agosto fino al 9 settembre Greta decide di non andare a scuola, scossa dalle notizie relative alle ondate di calore e dagli incendi che avevano distrutto delle aree verdi e dei boschi in Svezia. Greta con l’assenza da scuola vuole chiedere al governo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra, ritenute fra le cause maggiori dei cambiamenti climatici, come affermato dagli scienziati a livello mondiale e come scritto nell’accordo di Parigi sul clima del 2015. Con il suo cartello “Sciopero della scuola per il clima“, Greta manifesta in silenzio tutti i giorni nel periodo considerato, davanti al Riksdag, il Parlamento di Stoccolma.

La strumentalizzazione di Greta viene spiegata da Der Spiegel, lo sciopero indetto da Greta farebbe parte di una strategia pubblicitaria più ampia. La madre di Greta, Malena Ernmann, nel 2009 partecipa all’Eurovision e si piazza al 21esimo posto. A maggio 2019 uscirà il primo libro di Greta Thunbergt, “La nostra casa è in fiamme”, in uscita in Italia a maggio 2019 per Mondadori. Lo Strategist che è la mente di questa campagna sarebbe Ingmar Rentzhog, esperto di marketing e pubblicità, che è CEO e FOUNDER di #WeDontHaveTime. Questa la descrizione su LinkedIn “We Don’t Have Time’s goal is to create a social media platform for the future, focused on the biggest challenge of our times — the climate. Through our platform, millions of members will unite to put pressure on leaders, politicians and corporations to act for the climate“.

Mi risulta davvero difficile che Greta non possa essere stata utile all’avvio di questa perfetta campagna marketing, ma andiamo con ordine.

Sciopero 15 marzo 2019
Analisi dei dati su Greta

In genere non parlo senza dati alla mano, nella questione di Greta, ci sono diversi strumenti utilizzati:

  • una petizione
  • un account Twitter aperto a giugno 2018 con 325.000 follower
  • una Pagina Facebook aperta a dicembre 2018 con 390.00 fan. Chi gestisce la pagina risiede tra India e Svezia.
  • una partecipazione al TEDx molto acclamata

Ora posso dire che la persona che sta dietro al lancio del libro e lo sciopero scolastico, nonché la successiva campagna di pubbliche relazioni sul problema del clima, è il Pr professionista Ingmar Rentzhog” afferma il giornalista Andreas Henriksson sul suo profilo Facebook.

Unendo gli strumenti e le date è facile ipotizzare che il prodotto Greta, sia un ottimo prodotto per scuotere coscienze che finiranno per fare gli interessi di startup, aziende e personaggi diversi da colei che è stata messa a reggere questo stendardo. Un pubblico ampiamente targhetizzato che può senza dubbio tornare utile per successive azioni marketing.

Come ogni strategia che si rispetti, occorre monitorare i dati a medio lungo termine e comprendere quanto e come gli utenti attivino azioni di conversione e quindi anche ritorno dell’investimento.

Ho analizzato i dati relativi al fenomeno marketing di Greta attraverso QuickSearch di un tool di analysis che può indagare social, forum, blog, magazine, press, news agency, tv/radio e molti altri media in 187 lingue, su diversi device, analizzando il sentiment e incrociando i dati anche relativi a variabili demografiche.

Considerando gli ultimi 6 mesi e confrontando tre diverse parole chiave: greta thunberg, fridayforfuture e strike for future è emerso che esistono al momento:

  • 459mila mention su greta thunberg
  • 10,90 milioni l’engagement relativo a greta thunberg
  • L’hashtag più utilizzato è #FridayForFuture

Numeri di indubbio interesse che in questo momento riflettono la vicinanza di diversi milioni di persone sia ai temi stessi di cui dibatte Greta che intorno al personaggio creato.

greta thunberg talkwalker su analisi proprie

Fonte: Talkwalker su analisi proprie

greta thunberg Friday For Future talkwalker su analisi proprie

Fonte: Talkwalker su analisi proprie

Greta inizia la sua storia il 20 agosto 2018, quando Rentzhog, sempre il fondatore della start-up We Do not Have Time, la incontra di fronte al Parlamento svedese e pubblica un post commovente sulla sua pagina Facebook e Instagram.

Siamo al primo giorno dello sciopero iniziato da Greta. Stranamente, quattro giorni dopo, il 24 agosto, esce il libro dei genitori di Greta, Scenes from the Heart, con i dettagli della vita privata della coppia e della figlia e decolla We Do not Have Time.

Il quotidiano svedese Svenska Dagbladet accusa la start up di aver sfruttato la ragazza affetta dalla sindrome di Asperger e la sua battaglia per il clima per mero tornaconto. I genitori sostengono che la battaglia di Greta è assolutamente neutrale e sincera ma non smentiscono affatto i rapporti con Rentzhog e il suo entourage.

Greta e il green marketing

Indubbiamente esiste una domanda latente, che ormai non veramente nascosta, i dati relativi all’Italia ad esempio descrivono un popolo sempre più dedito all’ecologia e alla sostenibilità ambientale, all’attenzione per il Pianeta. Secondo dati Eurobarometro per Rapporto Coop 2018 tra i più consapevoli d’Europa con il 90% degli intervistati ci sono proprio gli italiani, davanti a Francia (83%) e Regno Unito (76%) che rispondono che nell’ultimo periodo hanno cambiato il loro stile di vita per proteggere l’ambiente nel 51% dei casi. L’attenzione all’ambiente non è uniforme però, si tratta nel:

  • 96%  di persone nella fascia d’età  25-34 anni
  • 98% che svolgono professioni come Quadri e Dirigenti

Gli italiani, regione per regione,  pensano che mangeranno tra cinque anni sempre meno carni rosse, qualcuno anche alla pasta e per tutti finiranno in tavola più frutta e più verdura. Il salutismo sembra essere davvero presente sulle tavole dell’Italia da qui ai prossimi cinque anni.

Non solo cibo in tavola, gli italiani cercano detersivi, stoviglie e detergenti sempre più ecosostenibili. Il “Green” è un settore in forte espansione, che ormai incide per il 5,5% sul giro d’affari totale dei prodotti per la casa. Lo afferma la terza edizione dell’Osservatorio Immagino.

Una strategia di marketing che produce risultati nel breve termine, va sicuramente applaudita, occorrerebbe comprendere però che la strumentalizzazione dei più giovani dovrebbe essere bandita da ogni azione etica. Indubbiante andrebbero compresi KPI monitorati, obiettivi economici, ritorno dell’investimento per avere un quadro generale più corretto. Certo è che, ciò che in molti non sanno, è che attraverso le conversazioni è possibile tracciare un quadro perfetto degli individui implicati, che diventano a loro volta parte del processo operativo e consumatori finali della strategia stessa, segmentati per età, genere, interesse, occupazione, device utilizzato, geolocalizzazione e altri diversi dati utili alle aziende impegnate.

 

Target Friday For Future

Fonte: Talkwalker su analisi proprie

 

In conclusione affermo, è un obiettivo alto? Indubbiamente, la salvaguardia del Pianeta dovrebbe essere percepita come fondamentale e obbligatoria nella prassi quotidiana di ogni consumatore e di ogni azienda operante nel mercato, come alcune già stanno facendo. Possono essere utili strategie di marketing come quelle in cui Greta Thunberg è vista come protagonista? Indubbiamente per le aziende implicate possono arrecare dei benefici importanti in termini economici, occorre però prestare attenzione al comportamento delle persone, monitorare le loro azioni di consumo e comprendere il vantaggio arrecato per il Pianeta, solo in questo modo sarà possibile vagliare come valide azioni come il Friday For Future.

 

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Monia Taglienti

Monia Taglienti

Nasco con le parole nella testa e continuo con le parole tra le mani. La Laurea in Comunicazione è stata solo il punto di avvio di un amore destinato a non finire mai. Social Media Manager, Web Content Writer, Social Media Strategist e Social Media FoodMarketer.
Monia Taglienti
Post by Monia Taglienti

Nasco con le parole nella testa e continuo con le parole tra le mani. La Laurea in Comunicazione è stata solo il punto di avvio di un amore destinato a non finire mai. Social Media Manager, Web Content Writer, Social Media Strategist e Social Media Food Marketer.

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