Cos’è il logo?

In molte occasioni ascolto imprenditori o pseudo tali che non comprendono che oltre ai processi, ai business plan, alla distribuzione e alla produzione esiste un mondo di concetti che si cela dietro al logo.

Sì, il logo è quel nucleo di identità e valori, che rende la marca diversa dai propri competitors. Che la rende riconoscibile e familiare.

Perché se così fosse fai creare il tuo logo dal nipote del fornaio che ha appena concluso le scuole superiori e non sa una beneamata cippa di cosa sia la semiotica, la comunicazione persuasiva, la pubblicità subliminale e la teoria dei colori?

Definizione di Logo

Più che un segno, il logo è enunciato visivo (plastico o figurativo) capace di comunicare in modo diretto e chiaro, sintetizzando i valori di una marca e l’immaginario di riferimento.

Il logo abbraccia la tua community e fa in modo che si trasformi nella tua famiglia; a nulla valgono promozioni o scontistiche varie, se il tuo cliente non si sente parte di un gruppo difficilmente tornerà ad acquistare da te.

Il logo deve avere caratteristiche ben distinte come essere:

  1. Riconoscibile
  2. Chiaro
  3. In linea con il concept
  4. Tuo

Per analizzare un marchio occorre far riferimento alla semiotica plastica che si distingue da quella figurativa perché analizza gli effetti prodotti e non solo i tratti visivi nel mondo reale. Oltre questo il colore (quindi la cromaticità) di un logo è importante riferimento di contestualizzazione, in base ad esso si riesce ad inserire nel complesso di riconoscibilità e autorevolezza.

Se l’identità è ciò che la marca è, l’immagine è ciò che sembra in base a ciò che dice e che fa.

Identità e immagine devono coincidere ed essere espressioni del brand altrimenti si perderà credibilità, autorevolezza e memorabilità. La community, in altro caso, non si riconoscerà più e si sentirà spaesata di fronte ad una marca che non gli conferisce più status.

Lo status e l’apprezzamento sociale

L’ascesa sociale e il keeping up with the Jones, l’essere all’altezza dei vicini, ha trovato terreno fertile nel discorso di marca, dove il livello di consumo è indicatore del rango sociale. In una società fortemente stratificata esistono beni o servizi che caratterizzano diverse classi sociali, questo è indubbio; questi prodotti hanno la funzione di segnalare l’appartenza o meno ad uno status sociale.

logo-brand-identity

Lo status sociale identifica anche stili di vita diversi, come microscelte della vita quotidiana: come gli alimenti scelti per la tavola, gli elettrodomestici, i mezzi di trasporto, l’abitazione e così via.

Il processo di acquisto diventa un linguaggio di comunicazione come più efficace strumento di appartenenza o alienazione da uno status sociale. Non esiste nessuna autonomia nel consumo, questo è determinato nella maggior parte dei casi da ciò che si ritrova nel logo.

La dematerializzazione del processo di acquisto

Nella società contemporanea stiamo assistendo ad un processo di dematerializzazione dei prodotti acquistati; non acquistiamo più beni materiali ma esperienze e relazioni.

seth godin

Si assiste già da tempo al passaggio verso una miniaturizzazione dei prodotti, sempre più leggeri e ridotti di dimensioni, verso un’economia di beni e servizi e l’acquisto di segni, immagini e messaggi.

Se ci fai caso, cosa ti porta ad acquistare alcuni prodotti che transitano vicino a te in questo momento? L’automobile su cui viaggi? La camicia che indossi?

Lo status!

La pubblicità subliminale e la comunicazione persuasiva

Per analizzare fino in fondo la pubblicità subliminale dovremmo far ricorso alla psicoanalisi, ma sicuramente questo non è il luogo giusto per farlo. Basterà sapere che questo tipo di pubblicità è appunto sub-limen, sotto il livello di consapevolezza; ci sono quindi messaggi visivi o sonori impercettibili dall’umana consapevolezza che possono lasciare traccia di sé.

Ad esempio mi è rimasto in testa e un esempio fatto in una lezione all’università:

in una sala cinematografica del New Jersey, per un lasso di tempo che coinvolgeva 45 mila spettatori, vennero proiettate sullo schermo, inframezzandole ai film, scritte come “Fame: mangia popcorn” oppure “Bevi Coca Cola”. Si registrò un incremento delle vendite di popcorn e di coca cola non mi ricordo esattamente di quanto!

logo-brand-identity

Abbattendo il livello di consapevolezza è pressoché facile persuadere con un’attività di comunicazione che tende a creare nuovi argomenti e nuovi bisogni, nuove emozioni e nuove sensazioni che scaturiscono nel processo di acquisto.

Non ho parlato volontariamente di marchi specifici in questo articolo, se hai tu qualche esempio puoi scrivermelo tra i commenti qui sotto o venirmi a cercare sulla Pagina Facebook del Blog. Inoltre puoi trovarmi su Pinterest e Telegram, modi di tenerci in contatto ne abbiamo 😉

Monia Taglienti

Monia Taglienti

Nasco con le parole nella testa e continuo con le parole tra le mani. La Laurea in Comunicazione è stata solo il punto di avvio di un amore destinato a non finire mai. Social Media Manager, Web Content Writer, Social Media Strategist e Social Media FoodMarketer.
Monia Taglienti
Post by Monia Taglienti

Nasco con le parole nella testa e continuo con le parole tra le mani. La Laurea in Comunicazione è stata solo il punto di avvio di un amore destinato a non finire mai. Social Media Manager, Web Content Writer, Social Media Strategist e Social Media Food Marketer.

One Response to Cos’è il logo?

  1. Pingback: Menù del Ristorante | Quali caratteristiche deve avere?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *