Ascoltare o essere ascoltati? I Social, la Rete e la Tv

Ascoltare o essere ascoltati? Ecco come i Social, la Rete e la Tv cambiamo il nostro stato d’amino e ci influenzano quotidianamente nelle nostre attività. Correva l’anno 2015 e sempre più spesso persone, di estrazione diversa, si trovano a condividere stati d’animo e riflessioni importanti con il monitor come specchio.

Perché avviene tutto ciò? Non ti fidi di chi hai vicino? Ti fidi maggiormente di chi hai lontano?

Il 2015 aveva già avuto segni di cedimento al terzo giorno dopo le scritture, ma ciò che da studiosa e malata dei processi di comunicazione mi è saltato agli occhi è che stava cambiando il mio network e il modo di comunicare “Moniaaa come parli”, non mi fossilizzo su blande tesi che vedono noi Social Media Manager (sì lo sono) come essere alienati, aventi il pollice più veloce del mondo per scorrere le notizie sullo smartphone e la forza di 10 dattilografe tetesche di Cermania. Ho solo capito alcune teorie apprese sui banchi dell’Università con qualche anno di ritardo.

La Teoria della Spirale del Silenzio – Elisabeth Noelle-Neumann 

Ci spiega questa fantastica studiosa tedesca che il potere altamente persuasivo dei mass media e in particolare della televisione potesse innescare dei processi di isolamento per coloro che avevano tesi contrarie alla massa.

Paragonando i mezzi di comunicazione più importanti che abbiamo avuto nella storia dell’umanità – la Televisione e Internet – noto delle particolarità favorevoli nei confronti del secondo, come:

  1. Democraticità: tutti si esprimono, anzi a volte in maniera un po’ troppo colorata sui vari Social, Facebook forse è quello su cui ci si da più alla pazza gioia con espressioni gergali da vera e propria piazza di paese. Twitter con i suoi 140 caratteri forse è l’unico che ha messo un paletto alle parole poco carine, per esigenza di spazio non si può iniziare uno sproloquio.
  2. Attivismo: Internet presuppone flessibilità mentale, quel guizzo anche artistico se vogliamo, che fa saltare da una pagina all’altra, da un sito all’altro. Sì con la Tv fai zapping, ma non è esattamente la stessa cosa, lì i canali sono imposti e anche i palinsesti, su Internet crei tu!
  3. Comunità: mentre davanti alla Tv sei solo o con qualche familiare, su Internet c’è un’intera famiglia che ti aspetta, gente che non aspetta altro di poter ascoltare la tua versione dei fatti o andarti contro, ma comunque c’è!

La Teoria dell’ago ipodermico o Bullet Theory – Harold Lasswell

Per chi non conoscesse Mr Lasswell possiamo tranquillamente dire che è il padre fondatore della Communication Research, una corrente di studio molto importante della comunicazione di massa dei primi anni del ‘900.

Detto questo la Bullet Theory definisce come un vero e proprio proiettile il messaggio scagliato dal mezzo di comunicazione verso l’individuo che rimane inerme.

Anche qui ovviamente ritrovo delle particolari note positive verso il mondo Internet e Social, perché? Seguimi…

  1. Retargeting: è il processo attraverso il quale si attiva la pubblicità online in relazione alle tue precedenti mosse. Che significa? Ti è mai capitato di stare per conto tuo su internet e andare alla ricerca di quelle scarpe che non trovi proprio nel tuo paesino di provincia e poi vedere quelle stesse scarpe ovunque su Fb, Google o altri siti? Beh, ecco ti presento il Retargeting. Un simpatico modo di essere investito dalla Pubblicità, ma che alla fine ti interessa. Quello che io definisco il “web che mi serve”
  2. Banner: non dico che stanno scomparendo ma io personalmente non li guardo poi molto, proprio per l’importante avvento del web semantico (di cui ci accenna con forza Francesco Margherita nel suo meraviglioso Seo Gardening). Mi piace spiegare a mia madre cos’è il web semantico con “Mà è la capacità di internet (in particolare di Google) di capire cosa di cui abbiamo bisogno e di farcela trovare in brevissimo tempo”
  3. Social Media Ads: sono le campagne che si possono attivare sulle piattaforme social, come Facebook, Twitter e LinkedIn. Hanno forza, creatività e importanti ritorni a seconda dell’attivismo della propria community, se questa non fosse attiva si dovrebbe evitare di spendere soldi in strumenti che non generano conversione.

Tutto questo per dire che siamo passati da un sistema totalmente inerme e passivo come la comunicazione di massa voleva attraverso il mezzo televisivo ad un sistema aperto e interagente dove le persone si uniscono perché hanno interessi comuni e sono maggiormente empatiche.

Io ho trovato un network di persone che la Televisione sicuramente non poteva regalarmi e tu? Un sistema web che capisce e sente ciò di cui ho bisogno e me lo propone e non guardo più la Tv da secoli se non per qualche film anni 80!

Conclusione

Ti va di raccontarmi la tua esperienza in merito a queste due grandi rivoluzioni?

Puoi lasciami un commento qui sotto oppure scrivermi sulla Pagina Facebook del Blog o rintracciarmi ai miei account personali 😉

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Monia Taglienti

Monia Taglienti

Nasco con le parole nella testa e continuo con le parole tra le mani. La Laurea in Comunicazione è stata solo il punto di avvio di un amore destinato a non finire mai. Social Media Manager, Web Content Writer, Social Media Strategist e Social Media FoodMarketer.
Monia Taglienti
Post by Monia Taglienti

Nasco con le parole nella testa e continuo con le parole tra le mani. La Laurea in Comunicazione è stata solo il punto di avvio di un amore destinato a non finire mai. Social Media Manager, Web Content Writer, Social Media Strategist e Social Media Food Marketer.

One Response to Ascoltare o essere ascoltati? I Social, la Rete e la Tv

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